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Quanto è bello vederli correre e giocare

Ieri, per la prima volta, sono stato al parco giochi per cani con il mio cucciolo di cocker spaniel. Frida, questo il suo nome, in realtà tanto cucciola non lo è più; ormai sono quasi 8 mesi che vive con noi (me e la mia compagna), ma ancora non aveva avuto molte occasioni di giocare in libertà con così tanti suoi simili.

Se tra voi, c’è qualcuno che frequenta questi parchi, potete facilmente immaginare come sia andata. Non appena il suo musino ha varcato la soglia, una decina di cani, curiosi e festanti, l’hanno subito circondata. Frida, non abituata ad essere al centro dell’attenzione (o meglio, lo è eccome, ma di essere umani), coda tra le gambe, ha iniziato a cercare riparo ovunque le capitasse, preferibilmente tra le gambe dei suoi padroncini, dove si sente totalmente al sicuro. I primi minuti non sono stati facili, lei era spaventata dalla mole e dall’enfasi di tutti questi pelosi cucciolotti, intenti a correre, inseguirsi, rotolarsi l’uno sull’altro, per giocare. Le mie prime sensazioni, spaziavano dalla preoccupazione per la sua incolumità (d’altro canto, Frida pesa una dozzina di chilogrammi, ma attorno a lei muovevano bruscamente i propri massicci corpi, un Pastore tedesco, un Golden retriever, un bloodhound e altri bestioni) al dispiacere nel vederla impaurita. Poco a poco però, i timori che la bloccava, hanno lasciato spazio al coraggio. Cercando di approcciarsi prima con uno, poi con l’altro, e via via un po’ con tutti gli “inquilini” del parco, ha finalmente iniziato a correre e giocare anche lei, per la sua e, nondimeno, mia gioia.

frida parco

Non era più la novità, per questo gli altri cani non avevano più il desiderio di scoprire chi fosse e cosa volesse, ma solamente di divertirsi insieme. Per me, vederla finalmente correre in libertà, coda impazzita, salti multipli e senza più timore, è stato appagante, una ricarica positiva per il cuore. Forzando un po’ il paragone, quasi come sentire il proprio figlio dire per la prima volta “papà” o fare i primi passetti. In fondo, a 10 mesi o a 10 anni, sarà sempre la mia cucciola.

Claudio Calimera

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