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Gatti neri e superstizione – una storia che viene da tempi lontani

Ma chi dice che i gatti neri portano sfortuna? Una superstizione che sopravvive negli anni e viene da tempi lontani…

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In Francia e in Inghilterra i gatti neri vengono considerati dei portafortuna. Allora perchè in molti paesi, appena si incontra un gatto nero che attraversa la strada, si resta immobili e stizziti? L’origine di questa superstizione risale all’epoca in cui si andava a cavallo. Infatti, se un gatto attraversava all’improvviso, il cavallo poteva spaventarsi e disarcionare il cavaliere. Questa credenza era ulteriormente avvalorata dal fatto che nel Medioevo le streghe avevano il gatto come compagno diabolico al seguito.

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Per combattere il trand della superstizione sugli animali è nata l’associazione italiana animalista Aida&A, che ha indetto il Gatto nero day. Questa annuale ricorrenza è stata creata in difesa della dignità del gatto nero e della sua vita. Il Gatto nero day ricorre ogni 17 novembre, una data che combina la superstizione del numero 17 e Novembre, mese dei morti. Si stima che ogni anno – dati dell’associazione – vengano soppressi 60 mila gatti neri. Una strage pazzesca, grave sintomo di inciviltà.

Nonostante ciò, per gli Egizi i gatti erano animali sacri. Erano così nobili al punto che chi li uccideva rischiava la pena di morte. Si narra anche che i Persiani, per espugnare la città di Pelusio, legarono dei gatti agli scudi dei loro soldati che non furono nemmeno sfiorati dagli avversari.

Oltre ad essere belli, i gatti neri sarebbero amici ideali per l’uomo, grazie alla loro lealtà.  Si tratta di predisposizioni che possono, ovviamente, avere alcune eccezioni. A prescindere da ciò, i gatti, che siano neri o meno, andrebbero rispettati come ogni altro animale. Alcune superstizioni andrebbero lasciate nell’era in cui sono state create e noi non viviamo nel medioevo, giusto? Speriamo!

 

Andrea Tomassini (scopri di più su Andrea)

 

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