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Gregori

#LeRiflessioniDiMarina – Gregori, il Gatto Matematico

Ci sono tante storie di Gatti speciali e questa che Vi racconterò lo è davvero. Quanto conta essere fiduciosi e attenti per raggiungere un traguardo? Che valore ha l’affetto nella nostra vita e come possiamo migliorarla?

Gregori

Le risposte ce le regala Gregori un gatto matematico e singolare. Gregori è un simil siamese della bassa Padana, nato in un gattile delle Valli di Comacchio e affidato, cucciolo, ad un ragioniere lodigiano, Marco. Questa è una storia avvolta dalla nebbia, dai toni misteriosi, carica di elementi esoterici e salmastri che si svolge nella città di Lodi, fondata da Federico Barbarossa, sulla riva destra del fiume Adda.

Marco è un giovane di 34 anni, dal carattere chiuso, è sempre preso dai suoi pensieri, ha proprio la testa immersa nella nebbia padana. Schivo, taciturno, appare cupo e insoddisfatto, vive da solo in una casa con giardino, non ha piante ne alberi.
Sopravvive trascinandosi al lavoro, al mattino si sveglia, accende la luce, si fa la barba senza guardarsi mai allo specchio. Ogni giorno si ripete uguale e identico all’altro, sale in automobile e va in azienda, sepolto tra fatture e conti, in bilico fra trampolini matematici ed algoritmi finanziari, trascorre le sue ore di lavoro. Eppure questo giovane trentenne è un bel ragazzo, ma nulla è bello quando si ha il buio dentro.

Un mattino, scuro e freddo di febbraio, il nostro ragioniere spegne la sveglia. Non si alza, non accende la luce e non si fa la barba.
Si gira e rigira nel letto, è inquieto ma sbadiglia, i numeri affollano la sua mente, sul comodino un libro “Le Sequenze numeriche di Grigori Grabovoi“. Nella mente queste parole rotolano come massi lungo la collina, diretti verso la sponda del fiume:
Uomo!
Tu sei il mondo.
Tu sei l’eternità.
Tu possiedi una forza smisurata.
Le tue possibilità sono illimitate…

G. Grabovoi

Che schiaffo questo libro, Marco è confuso, sale in auto e inizia a guidare, sembra senza una meta, senza convinzioni.
Non è affatto triste però, non ha la cravatta stamattina, il viso coperto da una leggera peluria ramata; in auto ascolta la radio, sorride e non sa Perché, le gote gli fanno anche un po’ male.
Si guarda intorno, cerca qualcosa, dopo tanti chilometri, eccolo, un cancelletto verde, ferma la macchina, si infila un cappello di spessa lana blu e scende.

 

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La targa, incastonata fra le sbarre strette, è un po’ arrugginita, l’aria salmastra del luogo ha mangiato qualche lettera, A…mici della valle, “bene! sono arrivato a destinazione!”, pensa. Il silenzio della laguna é rotto da molteplici miagolii, gatti rossi, tigrati, bianchi, giovani e adulti, cuccioli e anziani. Una festa di fusa, un circo di saltimbanchi pelosi, una sensazione di appagamento pervade Marco.

Lui sa cosa sta cercando, un codice a barre felino, un’equazione perfetta, una vibrazione positiva, secondo la legge d’attrazione di cui ha letto le notti precedenti. Arriva zoppicando la sua “sequenza numerica felina”, è cucciolo, un po’ malandato, sguardo azzurro tenue e manto color crema, lo fissa e socchiude gli occhi in segno di pace: “Ciao piccolino, ti porto a casa, sarai il mio Gregori ed io il tuo Marco“. 

Marco e Gregori, pochi istanti per conoscersi e tanti giorni per diventare amici. Gregori ama giacere sulle ginocchia di Marco, mentre il suo amico risolve un sudoku, partecipa e con la zampetta, quella un po’ più corta delle altre, piega la pagina per guardare meglio.

La mattina non suona più la sveglia perché Gregori alle 07.00 in punto mordicchia i capelli di Marco, é ora di alzarsi e fare colazione. Come un’ombra poi lo segue in bagno, mentre Marco si fa la barba, Gregori esige bere dal rubinetto del lavandino, fuori è un po’ buio ma loro ridono, ancora una volta Gregori si è sporcato la coda con la schiuma da barba.

Mentre Marco si prepara per uscire, il nostro amico peloso esce dalla gattaiola della cucina, fa capolino nel giardino coperto. Ama trascorrere le ore in cui Marco é in azienda, spaparanzato tra le fioriere o accomodato sul tronco di un pioppo, le cui cime sono fuori dal tetto. Ci sono amache ed erba gatta, una cuccetta morbida, tante palline, una lettiera e un po’ di arbusti. È un ambiente verde e caldo, protetto e colorato.

Dalla cima del pioppo si può contare, è un gatto matematico Gregori, lui conta le lepri, le nuvole, gli uccelli, le automobili che passano, conta i minuti che trascorrono sereni in attesa che Marco rientri a casa. Gregori, il gatto matematico, ha posto la sua zampa corta sul cuore di Marco e lo ha reso migliore, forse lo ha solo liberato da un gran peso, la solitudine in valore assoluto.

 

Marina Picazio

 

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